L’arrivo delle vacanze estive può essere difficile da affrontare per chi sta vivendo il lutto per la perdita di una persona cara. L’atmosfera che si respira per strada o in ufficio è di leggerezza, gioiosa aspettativa di una pausa dalle attività quotidiane. Tutti non vedono l’ora di avere più tempo libero, dalle macchine e dalle finestre aperte si sentono i soliti tormentoni di musica latina e le conversazioni puntano tutte alla solida domanda: “Dove vai in vacanza?”.

Questo è ancora più vero quest’anno, dopo le restrizioni imposte dalla pandemia, perché la voglia di svago e di spensieratezza è ancora più forte. Tanto che può portare molti a essere involontariamente indelicati nei confronti delle persone a lutto.

Per chi invece sta attraversando un momento doloroso, l’idea di non andare al lavoro e di trascorrere più tempo in casa può essere un peso, perché l’ambiente domestico è pieno di ricordi della persona che non c’è più. Per alcune persone le piccole incombenze di ogni giorno e il lavoro stesso sono un aiuto per mantenere stabili i ritmi quotidiani e lasciare meno spazio alla pena che portano con sé, quindi con l’arrivo delle vacanze sentono il peso della perdita farsi più gravoso.

I ricordi di altre vacanze con il defunto, inoltre, sono dolci e amari insieme e spesso è difficile accettare che il tempo di fare progetti insieme e condividere viaggi ed esperienze nuove non tornerà più.

Se anche tu ti trovi in questa situazione, voglio che tu sappia che è perfettamente normale e che non devi sentirti in colpa se non riesci a gioire come gli altri per l’arrivo delle ferie. Allo stesso modo, non c’è niente di male se invece non vedi l’ora di essere in vacanza, forse proprio per vivere la tua sofferenza in un modo e con un ritmo diverso.

Il dolore non ha uno schema prestabilito. Ognuno lo vive in modo estremamente intimo e personale, e ciascuno può sperimentare diverse modalità di lutto durante la sua vita e anche all’interno dello stesso processo di elaborazione della perdita.

Spesso questo diventa più evidente quando si verificano dei cambiamenti, come le vacanze, che interrompono la routine. Potresti per esempio avere l’impressione di dover imparare di nuovo a convivere con la tua sofferenza, e di dover riorganizzare i pensieri dedicati alla persona cara, che ora per l’aumento del tempo libero sembrano espandersi e riempire più di prima la tua giornata.

Sii indulgente con te stesso. Stai compiendo un viaggio attraverso il lutto e ci sono delle tappe da attraversare che richiedono tutto il tuo amore e la tua pazienza.

In questo percorso ogni cambiamento ti porta a creare nuove esperienze e abitudini che aiutano il cuore a guarire con il passare del tempo, quindi arriverà un momento in cui potrai guardare dietro di te e vedere la strada percorsa. Ti sentirai più forte e più capace di affrontare il futuro senza la persona cara che è venuta a mancare. Fino a quel momento, il viaggio potrebbe non essere esente da scossoni. 

In quest’atmosfera di festa potresti sentirti più vulnerabile e in bilico che mai e avere degli sbalzi di umore che non sai spiegarti. Potresti sentire che hai voglia di compagnia e un minuto dopo, senza riuscire a spiegarti perché, capire che hai  bisogno di solitudine.

Questo è perfettamente naturale così come lo sono alcuni sintomi che spesso accompagnano il lutto, come un cambiamento nelle abitudini legate al sonno e all’alimentazione, malessere anche fisico, improvvisa voglia di piangere, rabbia o una profonda stanchezza. Tutte queste sensazioni possono sommarsi a quelle fisiologiche provocate dall’aumento della temperatura e potresti sentirti sfinito e svuotato di ogni energia.

Aspettati quindi di provare sensazioni contrastanti, e di vedere le persone intorno a te che non sanno bene come aiutarti, se cercare di tirarti su il morale oppure lasciarti in pace ad affrontare il dolore. Il mio consiglio è quello di non aver paura di condividere le tue esigenze e i tuoi pensieri con le persone a te più vicine, sia che tu abbia voglia di parlare della tua perdita, sia che tu preferisca sforzarti di comportarti come se nulla fosse accaduto.

A seconda del carattere e del modo di pensare delle persone che frequenti, potresti trovarti in difficoltà perché in Italia c’è ancora una sorta di tabù intorno al lutto. Le persone non sanno come parlarne né come comportarsi con chi sta soffrendo, quindi a volte si comportano in modo maldestro, nel tentativo di essere d’aiuto.

Potrebbero per esempio dirti le solite frasi vuote come “Devi farti forza”, o “Cerca di reagire”, o “Prova a non pensarci”. Lo fanno con le migliori intenzioni, senza accorgersi che ti feriscono, perché ti stanno mettendo fretta mentre tu percorri con il tuo ritmo un cammino che non ha una durata prestabilita.  

Nella mia esperienza accanto a tante persone che hanno subito una perdita, le reazioni di amici e familiari quando arriva l’estate sono principalmente di due tipi.

Da una parte ci sono quelli che ritengono le ferie un momento per prendersi una pausa anche dal lutto, dall’altra quelli convinti che chi ha perso qualcuno da poco dovrebbe restare a casa ed evitare le occasioni di svago.

Se vuoi sapere come la penso, in entrambi gli approcci manca una componente essenziale: la comprensione di come stai tu e di quello che pensi ti farebbe vivere il tuo dolore in modo un po’ più dolce.

Potresti per esempio essere circondato da persone che ti incoraggiano ad andare in vacanza, fare un viaggio o cambiare abitudini, dicendoti che “Una distrazione ti farà bene”, ma non sentirti entusiasta all’idea. Anzi, in un certo senso potresti trovare consolante avere più tempo da trascorrere a casa, in solitudine, per ripercorrere i ricordi di vacanze passate in compagnia del tuo caro defunto.

Questo va benissimo e non devi sentirti obbligato ad accettare inviti fuori o a partecipare a vacanze di gruppo se non ti va. Di certo le intenzioni dei tuoi amici e familiari sono buone, quindi non avercela con loro, ma ricorda che solo tu puoi sapere di cosa hai bisogno.

Oppure potresti ritrovarti nella situazione opposta. Desideri svago e compagnia e hai voglia di vedere posti nuovi e di viaggiare. Senti che passare del tempo in luoghi che non hanno impressi ricordi della persona che ti ha lasciato ti farebbe vivere la tua perdita in modo un po’ più sereno.

Anche in questo caso dovresti sentirti libero di viaggiare e stare in mezzo alla gente, lasciandoti alle spalle la paura di essere giudicato.

So che in alcuni ambienti lo stigma del lutto è ancora molto pesante, e si tende a colpevolizzare o guardare con sospetto chi si prende cura di sé e del suo benessere fisico e mentale, quasi che al dolore della perdita si dovesse per forza aggiungere una ulteriore pena auto-inflitta, ma ricorda che hai il diritto di vivere il tuo lutto come senti.

C’è anche un terzo caso, quello in cui non sei sicuro di sapere cosa vuoi, soprattutto se è la prima estate che vivi senza quella persona. Anche questa insicurezza non deve preoccuparti. Hai subito una grave perdita, la tua vita si sta ancora riassestando ed è perfettamente normale provare incertezza.

Concediti di cambiare idea e di seguire il tuo istinto, che ti guiderà verso le scelte migliori per te. Le persone che ti vogliono bene, qualunque sia la loro opinione, non ti ostacoleranno se capiranno che stai semplicemente prendendoti cura di te e delle tue sensazioni.

Se l’idea di andare in ferie ti fa sentire meglio, ma ancora non ti senti a tuo agio insieme agli altri, potresti anche optare per una via di mezzo. Cioè andare in vacanza, ma senza altre persone intorno.

Un viaggio in solitudine, se ne senti il bisogno, può aiutarti a vivere eventuali cambiamenti di umore con più serenità. Alcune persone quando viaggiano insieme agli amici si sentono quasi in colpa nei momenti di tristezza, perché hanno la sensazione di non essere una buona compagnia e di ostacolare lo svago degli altri, e forse hai lo stesso timore anche tu.

In tutta onestà, sono convinto che le persone che tengono a te non avrebbero nulla da ridire se tu durante la vacanza sentissi il bisogno di rientrare in albergo prima del previsto, o di rinunciare a un’escursione. Tuttavia posso comprendere la tua ritrosia.

Per risolvere questo timore, oltre al viaggio in solitaria, c’è un’altra alternativa: viaggiare con qualcuno che sta vivendo una situazione simile alla tua.

Esistono dei gruppi in cui coloro che hanno subito la perdita di una persona cara si incontrano per confidarsi e aiutarsi, e certamente in questo periodo dell’anno ce ne sono molti che si stanno organizzando per le vacanze.

Per te potrebbe essere consolante avere compagnia, ma di una persona che all’occorrenza può comprendere il tuo bisogno di solitudine, perché sta percorrendo il tuo stesso cammino, a suo modo.

In ogni caso, qualunque sia la scelta che farai per trascorrere la tua pausa estiva, vorrei che questo per te fosse un periodo un po’ più sereno, nonostante le circostanze. Un momento dell’anno in cui prenderti cura di te e vivere la tua sofferenza nel modo più dolce possibile.

Per questo penso che il mio libro possa essere un’utile lettura. Si intitola “Quel che resta è l’amore” e nelle sue pagine ho trasferito la mia esperienza nell’agenzia di onoranze funebri di famiglia. Oltre vent’anni trascorsi fianco a fianco di persone che hanno perso qualcuno, per fornire aiuto e speranza, oltre al frutto dei miei studi nel campo della psicologia dell’elaborazione del lutto.

Se ti fa piacere leggerlo durante le tue vacanze, in casa o fuori, ti lascio la pagina con la descrizione qui.

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